25 marzo 2017

Il peptide che combatte l'invecchiamento cellulare

Gia' sappiamo che la rimozione delle celluse senescenti allunga la vita e che questo e' uno dei sette volti dell'invecchiamento identificati dalla SENS Foundation e ora leggo con piacere di questo importante passo in avanti nella ricerca di sostanze 'senoterapeutiche' (senotherapeutics). Come non bastasse, e' un peptide, il che vuol dire che (se non particolarmente complesso) potrebbe arrivare sul mercato grigio, magari not for human consumption, nel giro di qualche anno (per i longevisti piu' spericolati...)

Qualche passaggio saliente, da Le Scienze:

Maggiore resistenza alla fatica, miglioramento della funzionalità renale e ricostituzione di una pelliccia sana: sono gli effetti della somministrazione a un gruppo di topi anziani di un peptide che stimola l'eliminazione delle cellule senescenti e la loro sostituzione con cellule nuove.

Infusioni regolari di un peptide (un "frammento" di proteina) che consente di eliminare le cellule senescenti e danneggiate e sostituirle con nuove cellule sane hanno portato a un netto miglioramento della salute di un gruppo di topi anziani e di topi geneticamente modificati per invecchiare più rapidamente del normale. Lo studio, realizzato da un gruppo di ricercatori dell'Erasmus University Medical Center a Rotterdam, nei Paesi Bassi.

Il peptide, chiamato FOXO4-DRI, agisce bloccando la capacità di una proteina implicata nei processi di senescenza, FOXO4, di bloccare un'altra proteina, chiamata p53, che ha la funzione di innescare il suicidio cellulare, o apoptosi, nelle cellule danneggiate o colpite da mutazioni potenzialmente pericolose, come quelle che danno origine ai tumori.

L'eliminazione delle cellule senescenti stimola poi le staminali che si trovano nei tessuti a moltiplicarsi e differenziarsi in nuove cellule che sostituiscano quelle scomparse.

Lo studio, su Cell: Targeted Apoptosis of Senescent Cells Restores Tissue Homeostasis in Response to Chemotoxicity and Aging

24 marzo 2017

Come noi esseri umani possiamo acquisire poteri divini

Fresco-fresco su HomoPlus: un estratto dal saggio di Yuval Noah Harari: Homo Deus: A Brief History of Tomorrow, Harvill Secker, 2016. "Potranno mai gli esseri umani divenire come dèi? Y. N. Harari, storico e saggista, ci parla di tre tipi di ingegneria per potenziare le nostre capacità fisico-cognitive superando la nostra eredità biologica e così trasformarci in una nuova specie con prerogative divine."  Leggi tutto, su HomoPlus.

22 marzo 2017

Il network delle organizzazioni longeviste (2)

Aggiornamento longevista: la mappa cliccabile del network delle organizzazioni longeviste della quale ho parlato qualche giorno fa.

20 marzo 2017

Una banca dati delle sostanze anti-invecchiamento

Qualche tempo fa, ho segnalato Geroprotectors.org, un sito dedicato ad elencare le sostanze geroprotettrici. Ora leggo, su EurekAlert, di un'altra, simile, iniziativa.

Questa volta il database e' piu' corposo. Con 418 sostanze, applicate a 27 diverse forme di vita (dai lieviti ai ratti), e' descritto come il piu' esteso al mondo.

Il progetto si chiama DrugAge ed e' un'inizativa dell'Universita' di Liverpool e della Biogerontology Research Foundation (BGRF).

Il database puo' essere esplorato per modello animale, il che e' comodo in quanto topi e ratti sono ovviamente piu' interessanti di microorganismi e moscerini, dal nostro punto di vista di mammiferi... Per esempio, qui troviamo le sostanze che piu' hanno esteso la speranza di vita dei topi da laboratorio.

E' triste osservare come per la maggioranza di queste sostanze siano stati condotti solo uno o due studi... (l'eccezione e' la rapamicina, con 'ben' nove studi). Un totale di 39 sostanze testate su topi per un totale di 70 esperimenti, cioe' una media di 1,79 esperimenti per ognuna di queste sostanze potenzialmente allunga-vita... Ha ragione Aubrey de Grey quando parla dell'esistenza di una strategia psicologica da lui battezzata pro-aging trance, che potrei forse tradurre come 'stato ipnotico pro-invecchiamento', il quale ci spinge ad accettare l'orrore del nostro decadimento fisico-mentale. Dato che siamo convinti dell'inevitabilita' del nostro triste destino, allo scopo di renderlo piu' accettabile e' necessario convincerci che sia giusto e desiderabile...

Sfoghi a parte, e' giunta l'ora di svegliarsi... E forse-forse stiamo cominciando: Il network delle organizzazioni longeviste

17 marzo 2017

I video della conferenza The Great Debates su Intelligenza Artificiale, longevismo, nanotecnologie, futurologia e altro


La newsletter del Foresight Institute mi informa che i dibattiti e le presentazioni dalla conferenza The Great Debates sono online. L'evento e' stato organizzato da Foresight e si e' tenuto il novembre scorso.

I temi:

- Tomorrow And The Day After. Long-term thinking, X-Risk, Moore's Law
- Drop Everything to Work on AI. Safety First?, Approaches, Predictions
- Life: Longer And Better. Longevity, Bio & Nanotechnology, Neuroscience
- Goodbye Nation- States. Blockchain, Alternative Societies, Universal Basic Income - questo purtroppo non e' (ancora?) online.

Ecco il tutto, sul rinnovato sito di Foresight: https://about.foresight.org/we-gather-communities/

15 marzo 2017

Zoltan Istvan governatore della California?

Beh, se ce l'ha fatta Arnold Schwarzenegger, perche' no Zoltan Istvan?! 😁

Se seguite il blog, gia' saprete che non sono del tutto convinto dall'iperattivo "canditato transumanista alla Casa Bianca" (per le varie ragioni vedi un paio di articoli al proposito, qui sotto). Devo pero' ammettere che e' un genio nell'attirare l'attenzione dei media alla causa transumanista e questa sua ultima iniziativa e' gia' risutata in un positivissimo articolo su BigThink (Could This Transhumanist Be the next Governor of California?) e nella pubblicazione di un suo articolo su Newsweek: Why I'm running for California Governor as a Libertarian.

Quando si "candidò" alla Casa Bianca si tratto' di uno stunt pubblicitario, dato fu una candidatura virtuale e non ufficiale (in parole povere, il suo nome non apparve su alcuna scheda elettorale). Mi chiedo se questa volta avra' le risorse per una candidatura ufficiale o se siamo di fronte ad un altra campagna virtuale (dal suo sito e' tutt'altro che chiaro). Ad ogni modo, le elezioni saranno nel 2018, per cui ne risentiremo parlare...

Su Estropico Blog:

Un transumanista alla Casa Bianca? Pro e contro

Ho finalmente finito The Transhumanist Wager...

13 marzo 2017

Un longevista alla FDA?! (2)

Donald Trump... Pensatene quello che volete (personalmente non sono un fan), ma se non altro ha intorno a se' gente come Thiel e Musk, cioe' personaggi i cui obiettivi sono come minimo paralleli ai nostri (Thiel e' stato il primo sostanziale sostenitore di SENS - donando sei milioni di dollari, se ricordo bene...)

Purtroppo Trump non ha scelto il candidato che speravo per la FDA (Jim O'Neill, membro del board of directors della SENS Research Foundation di Aubrey de Grey), ma un altro (Scott Gottlieb, del quale so solamente che fa parte dell'American Enterprise Institute).

Sul Washington Examiner: Trump picks Scott Gottlieb to lead FDA

Il mio articolo precedente al proposito: Un longevista alla FDA!?

11 marzo 2017

Stephen Hawking: il governo mondiale contro i rischi dell'Intelligenza Artificiale

Stephen Hawking non e' contrario allo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale, ma non ne ignora gli enormi, futuri, rischi. Ad un recente evento ha dichiarato di ritenere che potrebbe essere necessario implementare "una qualche forma di governo mondiale" per prevenire gli azzardi posti dal progresso nel settore, dato che "dobbiamo essere piu' rapidi nell'identificare i rischi e agire prima che ci sfuggano di mano."

L'articolo: Stephen Hawking calls for ‘world government’ to stop robot uprising.

Trovo difficile non essere d'accordo, almeno in linea di principio. Se non necessariamente un "governo mondiale", mi sembra ovvio che sara' necessario raggiungere alti livelli di coooperazione fra le nazioni e/o i gruppi coinvolti nella ricerca e sviluppo del settore.

Purtroppo, l'appello di Hawkins arriva in un momento storico che vede un ritorno di istinti nazionalistico-tribali che noi, forse con la mente troppo nel futuro, davamo per moribondi...

10 marzo 2017

Nuovo modello matematico dimostra come sia possibile vivere dieci volte piu' a lungo

Da sinistra a destra: Speranza di vita selezionata dall'evoluzione; allungamento della vita
con interventi medici; speranza di vita con la (potenziale) sconfitta dell'invecchiamento.
Un nuovo modello matematico suggerisce che e' l'evoluzione che ci ha programmati a morire e che il programma e' modificabile.

Lo studio sara' probabilmente controverso dato che sostiene che i modelli matematici alla base della nostra comprensione dell'evoluzione sono fondamentalmente sbagliati. Oggi come oggi, partiamo dal presupposto che la selezione naturale favorisca gli organismi dotati di speranza di vita maggiore, e che, quantunque lunga, la speranza di vita di una specie sia quella massima permessa dal suo Dna.

La nuova teoria, invece, propone che la speranza di vita di una specie animale sia regolata dall'evoluzione, sulla base delle risorse disponibili ad una certa popolazione e del suo tasso di riproduzione. In questo scenario la morte non e' altro che un programma genetico mirato a garantire che una singola generazione non possa esaurire le risorse del proprio ecosistema, condannando la generazione successiva alla fame. Questo spiegherebbe perche' alcune specie, come per esempio i salmoni, muoiono subito dopo essersi riprodotti, mentre altre, come per esempio i coccodrilli, non dimostrano segni di invecchiamento.

Le risorse limitate e la concorrenza agguerrita in una data regione, con una popolazione in lotta per la sopravvivenza, risultano in una durata della vita più breve. "Nel nostro modello, la mortalità intrinseca lascia risorse per i discendenti, i quali hanno più probabilità di trovarsi nella stessa regione, aumentando il successo [della specie] sul lungo termine." In altre parole, quando le risorse sono scarse, una specie nel suo complesso ha piu' alte probabilita' di sopravvivenza se la sua popolazione si organizza in modo di per promuovere la sopravvivenza a lungo termine della specie, limitando la durata della vita dei singoli individui, cioe' se si evolve per limitare la sovrappopolazione e l'esaurimento delle risorse.

Il che, aggiungo io, spiega le inquietudini di molti ambientalisti di fronte alla prospettiva della longevita' estrema... Ma torneremo a parlare di sovrappopolazione etc, piu' sotto.

Uno degli autori dello studio (Yaneer Bar-Yam, del New England Complex Systems Institute), ha dichiarato che "se e' l'evoluzione a determinare le nostre aspettative di vita, allora possiamo decidere di cambiare la situazione, intervenendo sui meccanismi utilizzati per controllarle [...] L'invecchiamento non e' inerente, e' genetico. La prospettiva di estendere significativamente la speranza di vita e' una ragionevole conclusione."

Ma quanto sarebbe possibile estenderla? La stima di Bar-Yam e' che sia "ragionevole aspettarsi incrementi multipli, per esempio di cinque o dieci volte. Abbiamo gia' esempi di mutazioni che estendono la vita dei nematodi di cinque o dieci volte." L'autore ipotizza anche che gli interventi necessari non debbano necessariamente essere genetici: "e' possibile che [certe] vitamine o medicinali possano bastare", in altre parole, interventi epigenetici.

Ed eccoci al tormentone della sovrappopolazione. Bar-Yam ammette che la distribuzione attuale delle risorse e' tutt'altro che equa, ma sottolinea che gia' produciamo abbastanza cibo per sfamare senza problemi la popolazione mondiale." E quella non e' certo l'unica ragione per non fare della sovrappopolazione una scusa per contrastare la ricerca longevista. Ecco qualche articolo al proposito:

Su Estropico.org: Allungamento della vita e sovrappopolazione, di Ramez Naam

Su Estropico blog: L'implosione demografica prossima venturaLe conseguenze demografiche della sconfitta dell'invecchiamento.

L'articolo di Motherboard: The Math That Shows Humans Could Live Ten Times Longer

Dato che sono matematicamente negato, non tento nemmeno di addentrarmi nei dettagli e mi limito a linkare lo studio, sul sito del New England Complex Systems Institute: Programmed death is favored by natural selection in spatial systems (pdf)

8 marzo 2017

Il network delle organizzazioni longeviste

[Aggiornamento: ecco la mappa cliccabile]

Segnalazione longevista: una mappa (tutta da esplorare) di organizzazioni, iniziative, siti web e individui impegnati nella ricerca e nella lotta su e contro l'invecchiamento. Copre l'intero spettro, dai gruppi piu' 'moderati' a quelli piu' 'estremi', cioe' dai gruppi accademici impegnati nella ricerca di base, fino alle organizzazioni crioniche, con tutto quello che c'e' in mezzo.

L'immagine e' troppo grande per essere inclusa qui sotto (restando leggibile), ma la metto giusto per dare l'idea di quanto sia dettagliata e di quanto sia sviluppato il settore. Per riuscire a leggerla dovrete passare da Imgur.


6 marzo 2017

Il futuro e' gia' qui (The Economist)


Segnalazione lampo futurologica. The Future is Here, una serie di video e cartelle infografiche della Intelligence Unit dell'Economist. Dalle vetture autonome, alla realta' virtuale, all'assistenza sanitaria.

4 marzo 2017

Criopreservazione, speranze per trapianti (e per la crionica...)

Segnalazione lampo di ovvio interesse crionico.

"Criopreservazione, speranze per trapianti: ‘scongelati’ con successo i primi tessuti umani. Grazie alle nanoparticelle per la prima volta è stato possibile scongelare tessuti umani e di maiale fino a 50 mL di volume, senza provocare danni. La tecnica potrebbe agevolare il trapianto d'organi e abbattere le liste d'attesa." Leggi tutto, su Fanpage.it Scienze.

Science Alert: Scientists Have Found a Way to Rapidly Thaw Cryopreserved Tissue Without Damage. The future is now.

Lo studio, su Science Translational Medicine: Improved tissue cryopreservation using inductive heating of magnetic nanoparticles 

3 marzo 2017

Essere una macchina. Cyborg, utopisti, hacker e futuristi cercano una soluzione al problema-morte.


Uscira' il 30 marzo e sembra interessante.

Traduco da Amazon:

Cos'e' il transumanesimo? Semplicemente un movimento il cui obiettivo e' l'uso della tecnologia per modificare fondamentalmente la condizione umana, per migliorare i nostri corpi e le nostre menti, al punto di divenire qualcos'altro, qualcosa di meglio, degli animali che siamo. E' una filosofia che, a seconda di come vuoi vederla, puo' sembrare speranzosa, terrificante, o assurda. In To Be a Machine, Mark O'Connel presenta la prima esplorazione in profondita' del transumanesimo: le sue radici filosofiche e scientifiche, i personaggi chiave e i suoi possibili futuri. Dai nerd carismatici decisi a potenziare il corpo, agli immortalisti convinti di poter 'risolvere' il problema della morte; dai programmatori che tranquillamente ri-progettano il mondo, ai convegni di robotica competitivi; To Be a Machine è un'avventura nel paese delle meraviglie per i nostri giorni.

To Be a Machine presenta il ritratto di un movimento internazionale spinto da strane e spesso inquietanti idee, ma la cui ossessione con il trascendere i limiti umani puo' essere vista come un microcosmo, una radicale intensificazione della nostra fede nel potere della tecnica come motore del progresso umano. To be a Machine e' uno studio dell'eccentricita' degli esseri umani, e una meditazione sul desiderio immemorabile di trascendere i fatti fondamentali della nostra esistenza animale - un desiderio tanto primordiale quanto le religioni più antiche, una storia vecchia come i primi testi letterari.

Uno splendido nuovo saggio che affronta una questione urgente ... Quale futuro per l'umanità?

Su Amazon: To be a Machine: Adventures Among Cyborgs, Utopians, Hackers, and the Futurists Solving the Modest Problem of Death, di Mark O'Connell.

Sia ben chiaro che l'autore non e' un transumanista (dichiarato o meno) e che il suo approccio sembra essere tutt'altro che acritico (non che questo sia necessariamente un male). In un'intervista su The Verge (‘They want to be literally machines’: Writer Mark O’Connell on the rise of transhumanists. Biohackers, cryonics, brainuploading and more) dichiara infatti che "per me, essere umani significa essere inestricabilmente legati alla condizione di essere un mammifero, di essere fragile e di essere debole, e con l'amare gli altri per la loro fragilita' e per le loro debolezze."

Interessante un commento verso la fine (traduco/riassumo): c'e' un sacco di gente che non si considera transumanista, ma che condivide con loro molto idee circa il futuro. Silicon Valley ha creato sia enormi quantita' di capitale e di potere culturale, che la sensazione di poter risolvere tutto con la tecnologia, al punto che cercare di sconfiggere la morte - la condizione umana - sembra cosa naturale.

28 febbraio 2017

Il nuovo (sconvolgente) robot della Boston Dynamics: Handle


Wow... La Boston Dynamics sorprende ancora con l'incredibile Handle. Vedere per credere.

E' alto quasi due metri, si muove a 14 km all'ora e puo' superare, con un salto, ostacoli di un metro e venti di altezza. Le due ruote che fanno da "piedi" gli permetto un altissimo livello di controllo sui suoi movimenti.

Su The Verge: Boston Dynamics’ newest robot is six feet tall, lifts 100 pounds, and jumps up to four feet

27 febbraio 2017

La Carta dei diritti dei cyborg - Versione 1.0


Rich MacKinnon e', fra le altre cose, il fondatore di Borgfest e del Cyborg Pride Festival, per cui ha le carte in regola se non altro per lanciare la proposta.

Da BoingBoingNet - traduco/riassumo liberamente [miei commenti fra parentesi quadre]:

La Carta dei diritti dei cyborg - Versione 1.0

DIRITTO DI "NON-SMONTAGGIO"

L'integrità fisica deve essere garantita. Cio' include la liberta' da perquisizioni inutili, 
sequestro [di materiale/gadget/etc], la sospensione o l'interruzione della funzione, 
il distacco, lo smantellamento o lo smontaggio senza equo processo.

LIBERTA' MORFOLOGICA

Una persona deve essere libera di esprimersi attraverso adattamenti, alterazioni, modifiche o ampliamenti corporei temporanei o permanenti. Allo stesso modo, una persona 
deve essere esente da cambiamenti morfologici imposti o altrimenti involontari.

DIRITTO DI "NATURALIZZAZIONE BIOLOGICA"

I sistemi vitali del corpo di una persona non devono essere di proprieta' altrui, per evitare il rischio di di sfruttamento. Una persona ha diritto alla proprietà ad oggetti incorporati, impiantati, iniettati, infusi o altrimenti permanentemente integrati con il corpo di una persona per uso a lungo termine.

DIRITTO ALLA "SOVRANITÀ CORPOREA"

Una persona ha pieni diritti su intelligenze e agenti, e le loro attività, siano essi impianti 
permanenti, "visitatori, cittadini stranieri con diritto di soggiorno, intrusi, insorgenti, o 
invasori all'interno del corpo della persona e del suo dominio." [Quest'ultima parte 
l'ho tradotta letteralmente perche' mi sembra possa creare confusione - penso che
intenda dire "una volta nel mio corpo diventi di mia proprietà" e che faccia riferimento
 a sistemi di intelligenza artificiale incorporati volontariamente o meno.]

UGUAGLIANZA PER I MUTANTI

Un mutante legalmente riconosciuto [immagino si riferisca un cyborg o body-hacker che abbia ottenuto qualsiasi permesso sia/sara' disponibile per l'utilizzo dei propri impianti/hack]
deve godere di tutti i diritti, benefici, e responsabilità delle persone fisiche

La mia impressione? E' un primo passo, ma servira' qualche ritocco:

Il diritto di "non-smontaggio": e se fosse piu' economico affittare un certo impianto invece di acquistarlo? Se un utente smette di pagare la rata mensile, l'azienda in questione perde il proprio investimento? Oppure: e se io mi potenziassi con una lama lunga e affilata? Per non parlare del rischio degli attacchi kamikaze... Forse sara' necessario aggiungere qualche eccezione.

Liberta' morfologica: un tema gia' toccato. Il mio commento e' lo stesso del punto precedente: sara' necessario prevenire l'uso maligno delle tecnologie potenzianti. Il Manifesto fondativo dei transumanisti italiani coglie nel segno quando dice che "Il Transumanesimo riconosce e tutela il diritto dell’individuo a controllare e modificare – secondo la propria volontà autonoma, ma nella cornice di una necessaria regolamentazione [mia enfasi] - il proprio corpo e la propria mente; consideriamo la c.d. “libertà morfologica” un diritto fondamentale della persona sia in senso “conservativo” (rimanendo liberi di non alterare la propria mente e il proprio corpo) sia in senso “modificativo” (utilizzando gli strumenti disponibili per la propria auto-trasformazione).

Nell'insieme mi sembra un buon primo passo. Forse, pero', sara' necessario stilare anche una carta dei doveri dei cyborg...

24 febbraio 2017

Intelligenza Artificiale: cresce la spesa per la sicurezza

Gli investimenti nella ricerca sulla sicurezza dell'Intelligenza Artificiale negli ultimi tre anni.
Da A.I.Impacts:

La ricerca sulla sicurezza dei sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) e' cresciuta significativamente, negli ultimi tre anni. Nel 2014 era portata avanti quasi esclusivamente dal Future of Humanity Institute e dal Machine Intelligence Research Institute, i quali hanno investito, fra loro, 1.15 milioni di dollari. Nel 2016, piu' di 50 organizzazioni hanno avuto programmi di ricerca esplicitamente mirati allo studio della sicurezza delle IA, con investimenti intorno ai 6.6 milioni di dollari.

Altri dettagli, su AI Impacts: Changes in funding in the AI safety field

22 febbraio 2017

Intelligenza Artificiale, Robotica e Futuro del Lavoro - Milano, 6 marzo 2017


Segnalo un incontro organizzato dalla SingularityU a Milano, dedicato al futuro del lavoro nei prossimi 10 anni.

Da Eventbrite.it:

Intelligenza Artificiale, Robotica e Futuro del Lavoro

Quale sarà il futuro del lavoro nei prossimi 10 anni? Intelligenza Artificiale e Robot trasformeranno i modelli di business e il mercato del lavoro?

SingularityU Milan lancia il suo tredicesimo evento insieme a growITup #empoweringcommunities per stimolare il dibattito su IA e Robot con il mondo delle Startup e quello delle imprese, per scoprire insieme quali saranno gli scenari del mondo del lavoro nei prossimi 5-10 anni.

La AI è nata negli anni 50 con lo studio delle reti neurali artificiali, modelli che emulano le strutture e il funzionamento del cervello umano con l’obiettivo di generare apprendimento automatico. Oggi molte startup e le più grandi aziende Tech del mondo stanno investendo in questo settore grazie alle veloci evoluzioni dovute alla grandissima disponibilità di dati e una potenza di calcolo mai vista prima.

Fino ad oggi abbiamo visto alcune applicazioni pratiche dell’Intelligenza Artificiale: Chatbot, Natural Language Processing (comprensione produzione di testi) Speech Recognition (trascrizione di discorsi di esseri umani) Machine Learning (la capacità di apprendimento di un algoritmo), ma c’è molto altro ancora!

Venite a scoprirlo il 6 Marzo in Cariplo Factory, Via Bergognone 34, Milano.

Registrati per partecipare!

Vedo che c'e' anche un'opzione online per seguire l'evento, sia dal vivo che successivamente in modalità registrata, sul canale YouTube di SingU Milan.

17 febbraio 2017

I principi di Asilomar per l'Intelligenza Artificiale

Dal sito del Future of Life Institute
Ho liberamente tradotto i gia' segnalati ventitre principi di Asilomar per lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale (IA). Al momento, piu' di mille scienziati del settore li hanno sottoscritti (nonche' quasi duemila altre persone non attive nel settore). Ecco il sito con il documento e la raccolta di firme https://futureoflife.org/ai-principles/ e la mia traduzione:

L'intelligenza artificiale ha già fornito strumenti utili che vengono utilizzati ogni giorno da persone in tutto il mondo. Il suo continuo sviluppo, guidato dai seguenti principi, offrirà incredibili opportunità per l'umanita' nei decenni e nei secoli a venire.

Problemi di ricerca

1) Obiettivo della ricerca: l'obiettivo della ricerca sull'Intelligenza Artificiale [IA] non dovrebbe essere quello di creare un'intelligenza non-orientata [neutrale, indifferente], ma un'intelligenza benefica.

2) Finanziamento della ricerca: gli investimenti nel settore dovrebbero essere accompagnati da finanziamenti per la ricerca mirata a garantirne l'uso benefico, comprese le questioni spinose in informatica, economia, diritto, etica, e studi sociali, come ad esempio:

  • Come possiamo rendere i futuri sistemi di IA estremamente robusti, in modo che facciano quello che vogliamo, senza malfunzionamenti e senza che siano hackati?
  • Come possiamo far crescere la nostra prosperità attraverso l'automazione, senza marginalizzare gli esseri umani?
  • Come possiamo aggiornare i nostri sistemi giuridici in modo che siano più equi ed efficaci, per tenere il passo con l'IA e per gestirne i rischi?
  • Quale insieme di valori dovranno seguire le IA, e quale stato etico-legale dovranno avere?

3) Rapporto scienza-politica: sara' necessario un livello di interazione sano e costruttivo tra i ricercatori di intelligenza artificiale e la classe politica.

4) Cultura della ricerca: una cultura basata su cooperazione, fiducia e trasparenza dovrebbe essere promossa tra i ricercatori e gli sviluppatori di IA.

5) Evitare la competizione: i gruppi di ricerca dovrebbero cooperare attivamente per evitare di prendere scorciatoie sugli standard di sicurezza.

Etica e Valori

6) Sicurezza: i sistemi di IA devono essere sicuri e protetti per tutta la loro vita operativa - e verificabilmente, quando necessario e fattibile.

7) Mancata trasparenza: se un sistema di intelligenza artificiale provoca danni, dovrebbe essere possibile accertarne il motivo.

8) Trasparenza giudiziaria: qualsiasi coinvolgimento da parte di un sistema di IA giuridico autonomo dovrebbe essere in grado di fornire una spiegazione soddisfacentemente [per le proprie decisioni] verificabile da un'autorità umana competente.

9) Responsabilità: progettisti e costruttori di sistemi avanzati di IA sono parti interessate nelle implicazioni morali del loro uso, abuso ed azioni, con la responsabilità e l'opportunità di plasmare tali implicazioni.

10) Allineamento dei valori: i sistemi di IA autonomi dovrebbe essere progettati in modo che i loro obiettivi e comportamenti possano essere affidabilmente allineati con i nostri valori in tutto il loro funzionamento.

11) Valori Umani: i sistemi di IA devono essere progettati e gestiti in modo di essere compatibili con gli ideali di dignità umana, dei diritti, della libertà e della diversità culturale.

12) Privacy: sara' necessario garantire il diritto di accedere, gestire e controllare i dati generati dagli utenti, dato il potere dei sistemi di IA di analizzare e utilizzare tali dati.

13) Libertà e Privacy: l'applicazione di IA ai dati personali non deve irragionevolmente limitare la libertà delle persone (reale o percepita).

14) Condivisione dei benefici: le tecnologie di IA dovrebbero beneficiare e potenziare il maggior numero di persone possibile.

15) Prosperità condivisa: la prosperità economica creata dall'IA deve essere condivisa, in linea di massima, a beneficio di tutta l'umanità.

16) Controllo umano: gli esseri umani dovrebbero scegliere come e se delegare le decisioni di sistemi di IA, per raggiungere gli obiettivi da loro scelti.

17) Non-eversione: il potere conferito dal controllo dei sistemi di IA altamente avanzati dovrebbe rispettare e migliorare, piuttosto che sovvertire, i processi sociali e civili da cui dipende la salute della società.

18) Corsa agli armamenti: una corsa agli armamenti in armi letali autonome dovrebbe essere evitata.

Problemi a lungo termine

19) Capacità: non essendoci un consenso, dovremmo evitare di supporre quali possano essere i limiti superiori delle future capacità dell'IA.

20) Importanza: l'arrivo delle IA avanzate potrebbero rappresentare un cambiamento profondo nella storia della vita sulla Terra, e dovrebbe essere pianificata e gestita con l'attenzione e le risorse necessarie.

21) Rischi: i rischi associati ai sistemi di IA, in particolare i rischi catastrofici o esistenziali, devono essere oggetto di pianificazione e mitigazione commisurati con il loro potenziale impatto.

22) Auto-miglioramento ricorsivo: i sistemi di IA progettati per auto-migliorarsi ricorsivamente o auto-replicarsi in un maniera tale da portare ad un rapido aumento della loro qualità o quantità, devono essere soggetti a severe misure di sicurezza e di controllo.

23) Bene Comune: la Superintelligenza dovrebbe essere sviluppata solo al servizio di ideali etici ampiamente condivisi e per il beneficio di tutta l'umanità, piuttosto che di un singolo Stato o organizzazione.

15 febbraio 2017

Un mese per la ricerca anti-invecchiamento - aggiornamento


Ho gia' segnalato che la campagna di crowdfunding della CellAge per la ricerca sulle cellule senescenti stava procedendo piu' lentamente di quanto sperato (vedi i miei due articoli precedenti linkati qui sotto). Ora vedo che l'obiettivo e' stato ridotto a 20.000 dollari (dai 40.000 iniziali) e che LongeCity raddoppiera' le vostre donazioni (fino al 18 febbraio), se donerete tramite questa pagina sul loro sito.

Puoi donare anche solo cinque dollari.. dai, fai qualcosa di longevista!

Su Estropico blog:

Un mese per la ricerca anti-invecchiamento
Un regalo di Natale alla ricerva anti-invecchiamento contro le cellule senescenti

11 febbraio 2017

Il Manifesto fondativo dei transumanisti italiani (Network H+)


Segnalo che il Network dei Transumanisti Italiani ha appena pubblicato il Manifesto Fondativo dei Transumanisti Italiani. Ripubblico il tutto qui sotto per dargi ulteriore risalto (e perche' due piattoforme sono meglio di una).

TRANSUMANESIMO - accelerare l’evoluzione autodiretta per trascendere i limiti naturali

Manifesto Fondativo

[ versione 1.0 ]

“L’unico modo per affrontare un mondo non libero è quello di diventare così liberi che la vostra stessa esistenza diventi un atto di ribellione.”
- Albert Camus

"Noi siamo i giudici supremi e indiscutibili dei valori e nel mondo dei valori, la Natura è solo una di molte parti. Quindi, nel mondo dei valori, noi siamo più importanti della Natura… In questo reame noi siamo il Re e degradiamo la nostra regalità se ci inchiniamo di fronte alla Natura."
- Bertrand Russell

"Io credo nel transumanesimo: quando questo sarà affermato con convinzione da un numero sufficiente di persone, la specie umana sarà sulla soglia di nuovo tipo di esistenza, tanto diverso dal nostro quanto il nostro è diverso da quello dell'Homo Erectus. Ed è allora che, finalmente, l'uomo comincerà a realizzare con piena consapevolezza il suo vero destino."
- Julian Huxley

"L’Uomo non più centro dell’universo, come avevamo ingenuamente creduto - ma, il che è assai più bello, l’Uomo freccia ascendente della grande sintesi biologica.”
- Pierre Teilhard de Chardin


1. La nostra visione antropologico - filosofica e la nostra matrice umanistico - illuminista:

Prevediamo che il progresso scientifico e tecnologico rivoluzionerà, nei prossimi decenni, la condizione umana: la convergenza di biotecnologie e genetica, nanotecnologie e robotica, intelligenza artificiale e neuroscienze, permetterà di trascendere le nostre limitazioni e dunque di emanciparci da - e in prospettiva abolire - vincoli e processi naturali quali invecchiamento, invalidità, malattia, scarsità, morte, nonché di incrementare le nostre capacità fisiche e cognitive.

Siamo convinti che trascendere i limiti naturali attraverso la tecnologia sia una tendenza e un destino dell'umanità che porterá alla progressiva eliminazione di sofferenze involontarie oggi date per inevitabili e all’espansione della nostra intelligenza nel cosmo.

Il superamento dei limiti naturali va ottenuto con un utilizzo migliore possibile delle tecnologie emergenti in un’ottica di “pro-azione” ossia guidati da un’etica responsabile ma non proibizionista.

Il Transumanesimo poggia su un saldo fondamento umanistico-illuministico, da cui trae numerosi valori e ideali (una generale fiducia nel progresso, il dominio tecnologico sulla natura, il metodo dell’indagine scientifica, il superamento della superstizione e dell'autoritarismo, la ricerca di nuove forme partecipative di governo, la centralità etica dell'autodeterminazione umana, etc.),  riformulandoli alla luce delle nuove conoscenze e in direzione di un affrancamento generale dai vincoli naturali mediante scienza e tecnica eticamente orientate.

Il transumanista è quindi colui che si ribella attivamente all’ordine naturale per controllarlo e plasmarlo, attraverso mezzi tecnici e morali, al fine di massimizzare il benessere di ogni essere senziente ed emancipare l’umanità dai vincoli biologici e naturali; di conseguenza, nella prospettiva transumanista gli individui cessano di essere ciechi strumenti del caso o della necessità e diventano artefici coscienti della propria libertà.

Il Transumanesimo si pone quale fronte avanzato dell’Umanesimo, configurandosi dunque come un iperumanesimo, giacché si basa su un approccio eminentemente scientifico e razionale, volto all’emancipazione dell’essere umano dalla tirannia dei limiti imposti dalla Natura.

L’essere umano, dotato di intelligenza in grado di migliorare se stesso attraverso la tecnica, è l’unico animale che non si limita ad adattarsi alla natura ma si rapporta ad essa per trascenderla; a qualificare l'eccezionalità umana, nel regno animale, non è dunque tanto una singola facoltà fisica o psichica specifica (postura eretta, pollice opponibile, linguaggio simbolico, sentimento empatico, etc.) quanto quell’insieme fisico-cognitivo, maggiore della semplice somma delle singole facoltà specifiche, grazie al quale si generano per l’essere umano nuove possibilità nella dimensione spirituale e materiale.

La differenza tra uomo e animale, di conseguenza, sta nel diverso modo di rapportarsi al suo ambiente: l’animale si limita ad adattarsi all’ambiente naturale, mentre l’uomo tende ad adattare l’ambiente naturale a se stesso, padroneggiandolo e plasmandolo con gli strumenti della tecnica. Questa capacità eccezionale, che possiamo definire “intelligenza automigliorativa”, ci rende creature speciali nell’universo; in tale quadro la tecnica è la modalità di trascendenza più potente di cui disponiamo per modificare la natura a nostro vantaggio, estendere le nostre possibilità operative, alterare l’ambiente e la biologia, e in definitiva trasformare profondamente la condizione umana e il mondo circostante.

Siamo il prodotto di una co-evoluzione simbiotica: la tecnica - concetto con cui ci riferiamo a tutto quanto è prodotto dall'intelligenza automigliorativa - retroagisce sulla biologia umana, la quale, di conseguenza, non è solo il presupposto, ma anche il prodotto di se stessa, oltre che naturalmente dell’ambiente e della genetica.

Nel corso della sua storia evolutiva, la tendenza dell’Uomo è sempre stata, fin dai primordi, quella di trascendere i limiti naturali e di alterare la propria nicchia ecologica; tale tendenza ci contraddistingue in modo unico da tutte quelle forme di vita che si limitano a un adattamento selettivo all’ambiente naturale. Da questo punto di vista, “transumanesimo” indica anche quel fenomeno millenario per cui fin dalla preistoria tendiamo a potenziare la nostra umanità - quindi la nostra forza, la nostra saggezza, la nostra empatia - con gli strumenti tecnici che generiamo grazie alla nostra intelligenza.

L’Uomo non è un’entità compiuta ma un “progetto aperto” in quanto si presenta fin dalle sue origini come quell’essere che, per sua natura, si protende e proietta verso il suo ‘dover essere’, ribellandosi alle restrizioni imposte dall’eredità naturale. Questa profonda aspirazione a diventare “quel che ancora non è”, questa tendenza a trascendere se stesso, fa appunto dell’Uomo un essere essenzialmente progettuale. Sotto questa luce, l’Uomo con la sua capacità di immaginare e costruire liberamente (dunque, anche sbagliando) ciò che ancora non è, può allora essere visto come un’entità cosciente che trascende continuamente se stessa.

Se la qualità distintiva della natura umana va individuata proprio nella capacità di trascendere i limiti naturali, allora ciò significa che non esiste una forma immutabile dell’umanità, definita - nel bene e nel male - dalla Natura o da Dio. Ed è proprio in questo non lasciarsi determinare dalla propria finitudine, in questa continua riprogettazione del proprio essere, che l’uomo sperimenta e realizza la sua libertà, la sua natura specificamente umana.

Se la tecnica e l’uomo sono legati in modo co-essenziale, allora non è corretto affermare, come spesso si fa, che la tecnica ci “disumanizza”: al contrario, possiamo ben affermare che è proprio la tecnica - quando non utilizzata a fini distruttivi - a renderci autenticamente umani.

Il vertiginoso avanzamento tecnologico e la convergenza dei settori nano-bio-info-cogno (NBIC) ci condurranno nei prossimi decenni a un fase dirompente della nostra storia, ovvero a una discontinuità evolutiva radicale che si può definire come “esplosione di intelligenza”, manifestazione evidente della “tecnotrascendenza”, ossia della trascendenza attraverso la tecnologia, che noi esseri umani abbiamo la responsabilità di guidare in modo intelligente.

L’accelerazione tecnologica dischiude uno scenario senza precedenti, vale a dire la possibilità per l’essere umano di superare l'evoluzione basata sulla selezione naturale e di approdare a un’evoluzione autodiretta, ossia guidata dall'intelligenza.

Se il Transumanesimo vuole candidarsi a promuovere una rinascita illuminata dell'umanità, attraverso un'applicazione intelligente della tecnologia, allora esso non può che fondarsi su un'etica razionale e universalistica che trascenda i particolarismi al contempo difendendo e valorizzando le diversità individuali e culturali.

La piena realizzazione del Transumanesimo richiede che, idealmente, tutti abbiano l'opportunità di accedere alle nuove possibilità dischiuse dal progresso scientifico e tecnologico; sarebbe quindi sub-ottimale, e insoddisfacente dalla prospettiva transumanista, se tale possibilità fosse limitata o riservata a una ristretta élite di persone.

Il Transumanesimo intende, in definitiva, estendere a tutti benefici e vantaggi della tecnologia, minimizzando, per quanto possibile, costi e rischi.

2. La nostra risposta al fronte bioconservatore e neoluddista

Il Transumanesimo si pone quale baluardo culturale, di fronte agli attacchi neoscurantisti dell'eco-fondamentalismo e dell'integralismo religioso, che vorrebbero la sottomissione dell'Uomo a presunti limiti naturali e/o alla volontà divina.

Se c’è una cosa oggi evidente è che il progresso tecnologico è in grado di spostare continuamente in avanti le frontiere della vita e della morte, dunque quel che fino a poco tempo fa appariva imposto dalle dure leggi della necessità o dall'imperscrutabile volontà divina, si trasforma, grazie alla tecnica, in oggetto e progetto di scelta; rivendichiamo il nostro diritto ad avvalerci della tecnica per prendere in mano le redini del nostro destino.

Il rifiuto della tecnica tout court (approccio luddista) o una forte limitazione della stessa (approccio precauzionale) ha conseguenze di gran lunga peggiori in termini di qualità della vita rispetto a un approccio proattivo volto a sperimentare, modificare, migliorare e ottimizzare il mondo, la società e l’Uomo, non proibendo o limitando la tecnologia, ma indirizzandola in modo costruttivo sulla base di un’etica salda e forte.

Ogni strumento tecnologico comporta dei costi e dei rischi, che non possono essere scissi dai suoi effettivi o potenziali benefici; a tal riguardo riteniamo che il modo più corretto ed efficace di gestire e regolare una tecnologia non è quello di arrendersi alla sua possibile pericolosità, rinunciare ad essa o peggio metterla al bando; ma è, viceversa, quello di svilupparla, perfezionarla e monitorarla, in modo trasparente e pubblicamente valutabile, così da guidarla verso scopi morali ed umanitari.

C'è chi afferma e sostiene, direttamente o indirettamente, un'acritica accettazione e un conseguente adeguamento alle leggi evoluzionistiche naturali, incorrendo in quella che, nel discorso metaetico, è nota come "fallacia naturalistica". Tale fallacia consiste nel far derivare, in modo indebito, “ciò che deve essere” da “ciò che è”; adottando questo punto di vista si ritiene che il progresso della scienza e della tecnologia rappresentino una minaccia all’ordine naturale delle cose; si elogia tutto ciò che è “naturale” come sano e benigno, e al contempo si condanna tutto ciò che è “artificiale” come nocivo e sgradevole. In tal modo si finisce per misconoscere ciò che ci rende autenticamente umani, vale a dire proprio la tendenza e la volontà di non sottostare passivamente al portato negativo del processo naturale cieco e amorale (malattia, sofferenza, invecchiamento, predazione, morte, scarsità, disastri naturali, ecc.).

Apprezziamo in ogni caso l’incredibile varietà e le meraviglie che la realtà ci presenta, e dopotutto, noi operiamo nell’Universo seguendo le sue leggi fisiche, e mai in violazione di esse; ergo ciò che facciamo, ciò che produciamo, è per definizione “naturale”, proprio come tutto il resto.

Appellarsi, ed adeguarsi, a un idea fallace di Natura e/o a una correlativa presunta immutabilitá della natura umana può avere conseguenze nefaste e deleterie per il progresso dell’umanità, non solo sotto il profilo tecnologico, ma anche e soprattutto sotto quello morale, in quanto ci costringerebbe a seguire binari già predeterminati, abdicando alla nostra creatività e rinunciando alla possibilità di esplorare nuovi sentieri. Il concetto di Natura, troppe volte antropomorfizzato  e strumentalizzato, va depurato da ogni concezione volontaristica. Ad esempio, nella vulgata corrente noi esseri umani dobbiamo morire perché così ha deciso la Natura, quando in realtà la morte rappresenta solo una strategia, evolutivamente selezionata, per sviluppare e differenziare le specie nel corso dell’evoluzione; del resto, la Natura stessa e il processo evolutivo generale non escludono affatto, in astratto, la possibilità di un potenziamento umano o di una longevità estrema, fino a toccare i confini di una vera e propria immortalità fisica.

Abdicare alla possibilità di guidare la propria evoluzione significherebbe per l'Uomo da un lato, quale specie, accettare passivamente la sua estinzione, dall'altro, quale individuo, accettare passivamente di continuare ad essere un semplice anello senza senso nella lunga catena delle nascite e delle morti.

Il concetto di "hybris", a cui solitamente si richiamano ideologie bioconservatrici e neoluddiste, rappresenta una strenua difesa dello status quo in quanto comporta l’accettazione di quelli che sarebbero limiti invalicabili a cui dobbiamo sottostare per rimanere “autenticamente umani” (un esempio è il noto adagio: “solo la morte dà senso alla vita”); per queste ideologie la dignità dell’uomo non consisterebbe nel suo continuo tentativo di perfezionarsi, ma nell'accettazione passiva di vincoli e impalcature naturali che non si possono mettere in discussione.

La nozione di "leggi naturali" o di "ordine  naturale" è da tempo anche una delle basi di alcune correnti del pensiero ambientalista reazionario che ha, come suo pericoloso corollario, l'anti-umanismo; riteniamo che una combinazione di nazionalismo, autoritarismo e desiderio di guide carismatiche, legittimata da una ”ecologia” mistico - biologicista o da un “razzismo spirituale”, possa potenzialmente produrre una vera e propria catastrofe sociale.

Sono inoltre inconciliabili con i nostri ideali umanitari tutte quelle ideologie criptofasciste che sostengono un comunitarismo tradizionale e identitario volto al potenziamento e alla segregazione etno-razziale; l’enfatizzazione della peculiarità nazional-popolare, l’ossessione per un nemico assoluto interno o esterno, l’esaltazione di singoli uomini carismatici che fanno leva sulla retorica emozionale, rischia di produrre quei recinti tribali ed etnici che portano al conflitto tra civiltà e a potenziali autoritarismi.

Viceversa, riconosciamo che fin dai suoi primordi l'Uomo è ricorso alla religione, nelle sue variegate espressioni, per coltivare il suo ideale di liberazione dalla sofferenza, dalle miserie e dalla morte. Siamo dunque convinti che sussista una sostanziale compatibilità tra una certa tradizione religiosa e la filosofia transumanista, nella misura in cui entrambe condividono, implicitamente o esplicitamente, un’autentica aspirazione a trascendere i limiti naturali, nonché la speranza che si possa rimediare al senso di insoddisfazione e di finitudine, che gli esseri autocoscienti invariabilmente provano, in vista di un perfezionamento e rinnovamento morale e spirituale universale. Seppur generalmente in disaccordo sui rispettivi mezzi e approcci, entrambe possono dunque convergere - laddove vi siano le condizioni culturali e sociali - nella comune finalità di valorizzare ed elevare la dimensione umana; pertanto guardiamo con favore  all’instaurazione di un dialogo fecondo e un confronto aperto, senza discriminazione alcuna, con tutti coloro che hanno a cuore il presente e futuro dell’Umanità.

3. La nostra posizione su ideologie e correnti che distorcono la prospettiva transumanista

Affermiamo la nostra totale opposizione a ideologie e filosofie di matrice anti-umanista che tentano di inquinare o distorcere il movimento cercando di proporsi come Transumanesimo tout court.

E’ necessario rimediare alla lacuna etica che caratterizza il pensiero transumanista proponendo una robusta e coerente cornice etica che non offra spazio alcuno a chi intende sfruttare il Transumanesimo per propagandare ideologie anti-umaniste.

Il Transumanesimo rifiuta, in modo fermo e deciso, sia una società di tipo esclusivamente individualista in cui l'accesso alle nuove tecnologie dipenda soltanto dalle disponibilità economiche individuali, sia una società di tipo organicista-collettivista in cui le scelte siano demandate ai vertici e i ruoli siano fissati su base biologica. Entrambi gli scenari, seppur diametralmente opposti, sono caratterizzati dalla emersione di élite cleptocratiche e parassitarie che distorcono i controlli sociali per preservare il loro potere. Tali scenari non solo vanno rifiutati per le loro conseguenze, ma vanno anche considerati strutturalmente incompatibili con il Transumanesimo, giacché finiscono per rendere gli individui nuovamente oggetti (mezzi), e non soggetti (fini).

Per tali motivi, interventi sul corpo, sulla linea germinale e/o mediante tecniche di ibridazione uomo-macchina, non possono essere lasciati né al totale arbitrio del singolo individuo (individualismo estremo) né della singola comunità (comunitarismo estremo); al fine di evitare un improprio utilizzo della tecnologia, tale da provocare una potenziale catastrofe per l'umanità, devono essere invece elaborate linee guida a livello sovranazionale vincolanti per individui e comunità.

Il Transumanesimo, rivendicando la sua matrice umanista e illuminista, è altresì incompatibile con il postumanesimo - nell'accezione postmoderna del termine, tendente al superamento della centralità dell’uomo - concezione in contraddizione con quell'idea di Transumanesimo originario ("l'uomo che rimane umano ma che trascende se stesso" di J. Huxley) che pone invece al centro della sua azione il miglioramento della condizione umana, perciò qualificandosi non come liquidazione dell'Umanesimo ma, al contrario, quale fronte avanzato dello stesso.

Sosteniamo un Transumanesimo che non sia una filosofia di "abolizione dell’umano", come vorrebbe una certa vulgata post-moderna, bensì sia un’emancipazione - grazie all’intelligenza automigliorativa propria dell’uomo - dai limiti biologici e naturali; dato che a qualificare l’eccezionalità dell’essere umano è appunto l’intelligenza automigliorativa, e non la sua forma fisica o razziale o sessuale, proponiamo di abbandonare l’abusato e ambiguo concetto di “post-umano”, giacché crea più confusione che chiarezza, e di adottare per il futuro quello di “umano post-naturale”, in grado di indicare in modo più efficace e intelligibile la peculiare tendenza dell’essere umano a superare progressivamente i suoi limiti naturali originari, in particolare attraverso il passaggio da un’evoluzione per selezione naturale, cieca e casuale, a una autodiretta, consapevolmente orientata e guidata dall’intelligenza e dall’etica.

In breve, il Transumanesimo non intende affatto liquidare o superare l’umano, ma mira a realizzarne le sue illimitate potenzialità ancora perlopiù inesplorate e inespresse.

Il relativismo gnoseologico, e di conseguenza anche il relativismo etico, che deriva dal pensiero postmoderno, si situa agli antipodi dall’approccio scientifico-razionale che in quanto transumanisti  vogliamo invece incarnare; a qualificare il postmodernismo, infatti, è una propensione relativistica, ovverosia la negazione della possibilità di uno spazio etico comune e la tendenza ad accogliere (e giustificare) tutti i punti di vista, senza produrre criteri di giudizio che permettano di preferire un discorso rispetto a un altro, o di esprimere un giudizio di valore su determinati fatti o comportamenti rispetto ad altri.

Crediamo che non si possa ancora indulgere nel “pensiero debole”, o peggio in forme più o meno accentuate di nichilismo, in quanto finiscono per generare posizioni immobilistiche e oscurantiste, ma sia invece fondamentale proporre un pensiero che, facendo tesoro dell’emancipazione umana ottenuta grazie alla razionalità filosofico-scientifica, si faccia portatore di forti istanze di cambiamento: in breve di un pensiero che abbia l’aspirazione a progettare il futuro e non solamente a ratificare, o accettare, l’esistente.

Si profilano due approcci che - al di là di una vaga assonanza, sull’idea del superamento dell'attuale condizione umana - divergono profondamente in termini ontologici, antropologici ed etico-morali: da una parte il post-umanesimo (o post-umanismo), di matrice postmoderna, dall'altra l’iper-umanesimo, che si innesta nel solco della tradizione umanista e illuminista.

Il post-umanismo, prendendo le mosse in modo eclettico dalla tradizione del pensiero anti-umanista novecentesco, respinge la centralità dell'essere umano nell'ambito della natura e considera la conoscenza scientifica priva di intrinseco valore; proclamando la "morte” del soggetto e dell'uomo, il postumano si configura come perdita di ogni qualità e valore distintivo umano.

Al contrario il Transumanesimo, che è strutturalmente iper-umanista, lungi dal distruggere il valore della "persona" (la quale non si fonda sul mero dato biologico, bensì sulla capacità di manifestare, in atto o in potenza, un’intelligenza automigliorativa), pone l'individuo autocosciente  al vertice di un universo (naturale e morale) in cui possa compiutamente autodeterminarsi e autorealizzarsi una volta affrancato dai vincoli naturalistico-evoluzionistici; affermando peraltro tale valore in modo ancora più deciso e, in prospettiva, esteso a qualunque eventuale e potenziale forma di vita autocosciente.

Il tentativo di alimentare e sfruttare l’equivoco terminologico e semantico tra “postumanesimo” e “transumanesimo”, portato avanti da parte di alcuni sedicenti transumanisti (in realtà “antiumanisti tecnofili”) risulta così strumentalmente funzionale all’obiettivo di far passare artatamente per “transumanesimo” quella che è invece un’aberrante ideologia volta a distruggere non solo il valore, ma l’idea stessa di “persona umana”, nonché ferocemente critica delle idee di ragione, di uguaglianza e di libertà (tutti principi fondanti della cultura umanista). Tale operazione distorsiva, pur mirando a un obiettivo tanto radicalmente quanto evidentemente incompatibile con la valorizzazione dell'umanità cui mira l’originario ideale transumanista, cionondimeno è potenzialmente in grado di arrecare un enorme danno (sotto certi aspetti persino potenzialmente esiziale), di immagine e non solo, al movimento nel suo complesso.

Rifiutiamo, inoltre, il biocentrismo, altra forma diffusa di anti-umanesimo: chi assume l'equivalenza morale tra l’uomo e gli altri animali in nome di un presunto egualitarismo ontologico sta disconoscendo la vera essenza della natura umana e sta condannando l’essere umano ad essere sopraffatto dalle forze avverse naturali. L’etica, infatti, non discende dalle somiglianze evolutive con altri esseri viventi, bensì dalla prerogativa, unica e specifica dell'uomo, di poter prendere le distanze dalla finalità naturale immediata, da cui deriva una speciale responsabilità (anche nei confronti degli altri esseri viventi e più in generale dell’ecosistema): ergo il comportamento etico si basa proprio sul riconoscimento di questa eccezionalità umana rispetto agli altri animali.

Seppur siamo contrari a ogni equiparazione morale tra umani ed animali, pensiamo sia comunque doveroso tutelare gran parte delle forme di vita, e in particolare quegli animali che manifestano facoltà simili o vicine a quelle umane; in generale, siamo fautori del benessere di tutti gli esseri senzienti, mentre riconosciamo l'uguaglianza e la libertà di tutte le forme di vita autocoscienti.

Sono da sostenere, in modo risoluto, iniziative e politiche pro-attive che incoraggino un'applicazione intelligente delle tecnologie a beneficio di tutti, anche delle forme di vita animale, e sono da contrastare invece politiche e ideologie neoluddiste, oscurantiste e populiste che costituirebbero per l’umanità il massimo rischio di ritorno alla barbarie.

In definitiva, il Transumanesimo non aspira, a differenza del Postumanesimo, a una dissoluzione o un appiattimento dell’umano nell’ordine naturale, bensì proprio a una sua emancipazione dai vincoli imposti dal suddetto ordine, in direzione di una valorizzazione ed elevazione umana attraverso la possibilità aperte dalla tecnologia.

4. Il valore della libertà come essenza e finalità del transumanesimo

L'arco della storia umana è caratterizzato dalla ricerca di nuove opzioni ossia dalla tensione verso una sempre maggiore libertà. Ogni nuova invenzione e tecnologia è potenzialmente in grado di ampliare le nostre opzioni esistenziali, moltiplicare i modi di esistere ed agire, aumentare le opportunità per ogni individuo ed espandere dunque il grado di libertà umana.

Il Transumanesimo, inteso come emancipazione progressiva dai nostri limiti naturali, si presenta come una concezione innovativa che promuove ed afferma un profondo ideale di libertà esistenziale teso a trascendere quei vincoli di ordine naturale che, insieme a quelli di ordine sociale, tengono sotto scacco le potenzialità umane, affinché ogni individuo possa autodeterminarsi e autorealizzarsi nel pieno rispetto della libertà altrui.

Il Transumanesimo non si limita semplicemente a favorire l’applicazione della tecnologia per elevare le potenzialità umane, ma intende promuovere anche una solida riflessione etica affinché qualsiasi alterazione del processo evolutivo non causi una diminuzione della libertà individuale.

L’autodeterminazione rappresenta un valore etico fondamentale del Transumanesimo, il quale - sotto questo profilo -  può essere interpretato come una vera e propria “dichiarazione di indipendenza” dell’individuo contro la tirannia del processo evolutivo naturale, che condanna gli individui delle varie specie ad essere anelli insignificanti nella infinita catena delle nascite e delle morti. Il principio di autodeterminazione rappresenta infatti, a livello individuale, il riflesso e il portato, a livello aggregato, del principio di evoluzione autodiretta; detto altrimenti: senza il passaggio all’evoluzione autodiretta, non ci può essere vera autodeterminazione individuale.

Portiamo avanti un’idea di società aperta e solidale e rifiutiamo qualunque tipo di autorità imposta senza il consenso degli interessati; la società deve garantire che i vantaggi delle nuove tecnologie siano resi disponibili a tutti i cittadini che ne vogliano fruire; ogni uso della tecnologia come strumento di manipolazione e controllo non è compatibile con il nostro principio di autodeterminazione.

Il Transumanesimo riconosce e tutela il diritto dell’individuo a controllare e modificare – secondo la propria volontà autonoma, ma nella cornice di una necessaria regolamentazione - il proprio corpo e la propria mente; consideriamo la c.d. “libertà morfologica” un diritto fondamentale della persona sia in senso “conservativo” (rimanendo liberi di non alterare la propria mente e il proprio corpo) sia in senso “modificativo” (utilizzando gli strumenti disponibili per la propria auto-trasformazione).

Se la libertà è un principio essenziale per la dignità di tutti coloro che sono dotati di un’intelligenza non meramente adattativa, allora occorre impegnarsi per la liberazione dall’indigenza, perché non è veramente libera un'esistenza ridotta a lotta quotidiana per il soddisfacimento dei bisogni materiali più elementari; così come occorre impegnarsi per la liberazione dall'ignoranza, perché non c'è libertà quando viene negata o impedita la possibilità di accedere alla conoscenza, teorica e tecnica, da usare per la costruzione di un proprio autonomo progetto di esistenza.

Propugniamo una libertà che sia effettiva, e non meramente formale; infatti autodeterminarsi significa non solo godere formalmente di diritti che salvaguardino la libertà dell’individuo, ma significa anche possedere mezzi e risorse materiali e immateriali per condurre una vita affrancata dal bisogno. Il valore autentico, non fittizio, della libertà di un individuo dipende infatti strettamente dai mezzi e dalle risorse che esso dispone per poter fare uso di tale libertà, nel necessario rispetto di quella altrui, determinando così la libertà reale; per non escludere nessuno dalla finalità morale di tale libertà effettiva è tuttavia fondamentale garantire e favorire, da parte delle istituzioni, una situazione sociale di opportunità egualitarie.

Il nostro ideale di libertà richiede che gli individui possano controllare effettivamente le circostanze della loro vita, e che quindi siano inseriti in contesti nei quali possano sviluppare le loro capacità umane e le loro peculiari attitudini individuali senza danneggiare la vita e libertà altrui. In sostanza, siamo fautori di una libertà, non solo intesa come “non impedimento”, bensì soprattutto concepita come autorealizzazione e autodeterminazione, ovvero tesa ad espandere e a scegliere tra diverse opzioni esistenziali: in altre parole, una libertà di azione effettiva e consapevole.

5. La triade teleologica transumanista per accelerare l’evoluzione autodiretta

Il Transumanesimo non intende essere semplice cronaca dell’innovazione scientifico-tecnica, né una mera apologia del progresso fine a se stesso, ma si propone di guidare in modo etico il progresso scientifico e tecnologico, per un’evoluzione autodiretta dell’umanità.

Il miglior modo di prevedere il futuro è crearlo, perciò vogliamo contribuire a quei settori che consideriamo prioritari per l’affermazione dell’ideale transumanista. Siamo impegnati a creare una rete di soggetti, gruppi e realtà attorno a  tre macro-settori e macro-vettori convergenti, che rappresentano anche i tre obiettivi fondamentali del Transumanesimo, vale a dire:

- SUPERINTELLIGENZA: non vi è avanzamento scientifico e tecnologico né progresso materiale o spirituale senza quella risorsa potenzialmente infinita e quella forza “estropica” dell’universo che chiamiamo intelligenza, in particolare nella sua forma “automigliorativa” incarnata dall’essere umano e da eventuali future forme di vita artificiali o potenziate; al fine di risolvere nel modo più efficace e rapido i complessi problemi della nostra epoca e realizzare quanto  necessario per passare alla fase  evolutiva autodiretta, ogni sforzo dovrebbe essere fatto, a livello globale, per favorire quelle tecnologie che consentono di amplificare e potenziare le nostre capacità cognitive, di generare realtà sintetiche interoperabili (mondi virtuali) capaci di contenere esseri autocoscienti e di sviluppare intelligenze artificiali di tipo specifico e generale.

- SUPERABBONDANZA: l’intelligenza erode la scarsità attraverso la tecnica che a sua volta libera risorse rendendo disponibile ciò che un tempo era inaccessibile; il processo di ampliamento delle risorse nel campo dell’informazione, dell’energia e della materia a sua volta genera un incremento di opportunità e possibilità per individui e societá; la liberazione dalle necessità materiali, il risparmio di lavoro e tempo nonché la creazione di maggiori opportunità passa dallo sviluppo di quegli strumenti che consentono di ottenere, in modo efficiente e sostenibile, più risorse per tutti; sistemi intelligenti possono generare prosperità su scala finora inimmaginabile ed espandere la civiltà al di là del nostro pianeta: robotica e nanotecnologie per l’automazione su larga scala, manipolazione della materia a livello atomico e molecolare, tecnologie in grado di produrre energia pulita a basso costo, infrastrutture e dispositivi di comunicazione avanzati che amplificano le possibilità di comunicazione, computer ed oggetti, nonché sistemi decentralizzati e open-source che spingono i costi marginali verso lo zero: tutti questi mezzi tecnici possono contribuire a inaugurare un’epoca di abbondanza radicale e universale, una reale “età dell’oro” per il genere umano, in cui povertà e scarsità siano ridotti in modo drastico.

- SUPERLONGEVITA’: solo con una vita sana priva dei limiti e difetti dell’invecchiamento possiamo pienamente godere dei benefici di, e contribuire a, un mondo di intelligenza e abbondanza per tutti; la medicina ufficiale non riconosce tradizionalmente l’invecchiamento come una vera e propria malattia mortale;  è dunque arrivato il momento di portare avanti un radicale cambio di paradigma: senescenza e mortalità, invalidità e sofferenza, sono il maggiore impedimento naturale a esprimere le nostre potenzialità creative, esistenziali, e sociali; un’estensione quantitativa e qualitativa della vita umana significherebbe vivere quanto si desidera senza subire il deterioramento psico-fisico della vecchiaia, ma anzi ottimizzando e potenziando le qualità e le funzioni fisiche e cognitive dell’uomo. Per conquistare questo traguardo è necessario puntare su tutti quei quei campi scientifico-tecnologici - quali biomedicina, nanomedicina, biogerontologia, medicina rigenerativa, ingegneria genetica, ecc., inclusa la  criostasi quale eventuale strategia “ponte” - che possano rallentare e contrastare il processo di invecchiamento, curare malattie e disabilità legate all'età, estendere radicalmente la durata della vita umana in buona salute e, in definitiva, sconfiggere la mortalità stessa in modo che essa si tramuti da fatalità naturale a opzione volontaria.

L’accelerazione esponenziale del progresso in ognuna di  queste tre macro-aree - che rappresentano gli obiettivi e al contempo le forze motrici della rivoluzione transumanista - nonché la loro combinazione e convergenza, avrà un impatto immenso sulla condizione umana e sul mondo nel suo complesso: siamo agli inizi di un mutamento epocale in grado di proiettare l’umanità in un’epoca di effettiva superintelligenza, superabbondanza e superlongevità (la c.d. triade teleologica transumanista).

A nostro avviso, tuttavia, l’impostazione etica, sociale e politica, e in generale culturale odierna, è in gran parte inadeguata a interpretare e affrontare il cambiamento antropologico e tecnologico in corso, e ciò per molteplici cause e fattori:

-negli ultimi 150.000 anni l’homo sapiens si è evoluto in un mondo che era “locale e lineare”, quello in cui viviamo oggi è invece “globale ed esponenziale”, dove il ritmo del cambiamento tecnologico si sta dimostrando più veloce del cambiamento sociale-culturale che sembra non in grado di “tenere il passo”;

-il nostro modello sociale, politico ed economico è ancora dipendente in buona parte dalla scarsità, mentre oggi la tecnologia sta facilitando individui e gruppi a creare prosperità su scala universale;
siamo inclini a considerarci come il prodotto finale dell’evoluzione, ma la realtà è che la nostra evoluzione non si è mai arrestata: di fatto, grazie alla tecnologia oggi stiamo evolvendo più rapidamente della nostra natura biologica, e non nel modo lento e fortuito descritto da Darwin.

E’ giunto il tempo di inverare l'ideale transumanista, nell’epoca che è stata chiamata dagli scienziati “Antropocene”, proponendo un' innovativa attitudine culturale-sociale in grado di far avanzare, eticamente e pragmaticamente, l’umanità verso la sua prossima fase evolutiva. A questo scopo è necessario un pensiero e un'azione transumanista che sia in grado di:

-analizzare in modo interdisciplinare la portata e l’impatto presente e futuro delle tecnologie emergenti sulla condizione umana e sul mondo;

-affrontare questioni e aspetti etici, sociali, politici, ecc. relativi all’utilizzo e alla diffusione delle tecnologie emergenti

-promuovere e orientare in modo costruttivo il dibattito pubblico su opportunità e pericoli per l’umanità dischiusi dall'accelerazione del progresso scientifico e tecnologico;

-elaborare e proporre visioni e strategie di lungo periodo che favoriscano la progressiva conquista dei tre macro-obiettivi transumanisti: superintelligenza, superabbondanza, superlongevità;

-creare luoghi di incontro e riflessione sulle tematiche di interesse transumanista, impegnarsi nella divulgazione delle stesse, stringendo anche eventuali collaborazioni con soggetti che operano nei settori cruciali per l’evoluzione auto-diretta dell’Umanità.

Noi transumanisti italiani ci associamo, e invitiamo ad associarsi, al Network dei Transumanisti Italiani che si propone quale spazio e ritrovo ideale per chi aspira ad uscire dallo stato di minorità esistenziale nei confronti della Natura.

Chiamiamo dunque a raccolta tutte le forze disponibili, morali e tecniche, per reclamare la completa autodeterminazione di ogni essere cosciente affinché la civiltà tecnoumana assurga progressivamente a fattore decisivo nell'evoluzione dell'Universo.

Licenza Creative Commons. Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

NOTE FINALI:

I membri del Network dei Transumanisti Italiani si riconoscono nei valori e negli ideali espressi nel presente manifesto.

Il presente manifesto viene pubblicato come versione 1.0 in data 11 febbraio 2017, e potrà essere aggiornato a versioni successive, anche sulla base dei suggerimenti e delle osservazioni che dovessero in seguito pervenire: in particolare, esortiamo tutti i membri del Network dei Transumanisti Italiani a dare il loro contributo a questo documento in progress.

8 febbraio 2017

Nuovo farmaco dimostra azione antitumorale e antidiabetica, nonche' cardio e neuroprotettiva



Per raggiungere il futuro che intravediamo all'orizzonte avremo bisogno di non poca fortuna...

Come non bastassero i rischi esistenziali, che possiamo influenzare solo infinitesimamente, dovremo anche evitare quell'infinita serie di rischi "personali" che, con il passare degli anni, diventano sempre meno evitabili... Adotto quindi la formula "pessimismo della ragione, ottimismo della volontà" e presento ai lettori un nuovo farmaco che e' esattamente il tipo di medicinale longevista di cui abbiamo bisogno: l'impronunciabile "iloccorb".

Da un recente studio:

"...dimostra una serie di attivita' biologiche salutari negli esseri umani e si e' dimostrato non solo un promettente agente per la chemoprevenzione di tumori quali quelli a mammella, prostata, colon, polmone, stomaco e vescica, ma anche per la prevenzione di disturbi cardiovascolari, neurodegenerativi e del diabete."

Come non bastasse, ha anche dimostrato di essere praticamente privo di effetti collaterali.

Ora che vi ho fatto venire l'acquolina in bocca e non vedete l'ora di vedere l'iloccorb nella farmacia sotto casa, e magari pensate anche di acquistare qualche azione dell'azienda farmaceutica che l'ha brevettato, devo confessarvi una cosa...

E' tutto uno scherzo. E lo scherzo non neanche e' mio, ma del video qui sopra. "Iloccorb" non e' altro che "broccoli" scritto al contrario... (guardate il video e capirete).

Cavoli, broccoli, cavoletti di Bruxelles, rape e ravanelli. Fanno tutti parte della gigantesca famiglia delle piante brassicacee (o crucifere). Potranno non piacere a tutti, ma chi li esclude dalla propria dieta lo fa a proprio rischio e pericolo...

La sostanza in essi presente che piu' mi interessa e' il sulforafano e il motivo per cui mi interessa e' che possiede tutte le caratteristiche assegnate piu' sopra al fantomatico iloccorb.

Il sulforafano e' un composto appartenente alla famiglia degli isotiocianati, ma non e' normalmente presente in cavoli etc. Viene prodotto solo quando due altre sostanze in essi presenti vengono a contatto l'una con l'altra, cosa che accade solo se la struttura cellulare della verdura e' danneggiata (per esempio, con la masticazione), cioe' quando la sulforafanina entra in contatto con l'enzima mirosinasi.

Ma questo e' solo il primo problema.

Il secondo e' che la cottura distrugge la mirosinasi (ma non la sulforafanina). E dato che mangiare broccoli e cavoli crudi non e' per tutti, per quanto sia tutt'altro che impossibile, cuocendoli perdiamo la possibilita' di creare sulforafano.

Come ho scoperto nel video qui sopra, pero', c'e' un semplice hack che ci permette di salvare capra e cavoli (chiedo scusa, non ho resistito...) e se siete stati attenti e avete gia' intuito quale sia, datevi pure una pacca sulla spalla, siete piu' intelligenti del sottoscritto...

Basta tagliare le verdure in questione senza cuocerle immediatamente, dando il tempo a sulforafanina e mirosinasi di trovarsi, "accoppiarsi" e dar vita al pargoletto sulforafano. Dopodiche' la cottura non sara' piu' un problema. Il video suggerisce di lasciarli riposare per circa 40 minuti.

Un'altra cosa: usate broccoli freschi. Quelli congelati sono sbollentati prima del congelamento e le temperature raggiunte sembrano sufficienti a distruggere la mirosinasi. A meno che...

L'ultimo hack spiegato nel video (e sostanziato da ricerca scientifica) e' quello di aggiungere mezzo cucchiaino di senape in polvere ai broccoli congelati, dopo averli cotti, o a quelli freschi che vi sieti dimenticati di tagliare e far riposare. Non ho idea del risultato dal punto di vista gastronomico, ma dal punto di vista della produzione di sulforafano, l'hack funziona alla perfezione, dato che la senape in polvere e' ricca di mirosinasi e da' quindi il via alla reazione necessaria. Alternativamente, mangiateli con del rafano, o con del wasabi, anch'essi ricchi di mirosinasi.

E' un trucchetto semplice-semplice, ma potrebbe essere quella piccola, apparentemente insignificante abitudine che salva una vita... Insieme ad un'abbondante dose di fortuna, sono proprio queste piccole, apparentemente insignificanti abitudini che, nel corso del tempo, decideranno chi vedra' il futuro da noi sperato e chi no...

Il video, su NutrionFacts.org: http://nutritionfacts.org/video/second-strategy-to-cooking-broccoli/

6 febbraio 2017

23 princìpi per lo sviluppo responsabile dell'Intelligenza artificiale











Segnalo una raccolta di firme del Future of Life Institute sul futuro dell'intelligenza artificiale.

Dal loro sito (traduco liberamente):

L'intelligenza artificiale gia' offre utili strumenti utilizzati quotidianamente da milioni di persone al mondo. Il suo continuo sviluppo, guidato dai seguenti princìpi, offrira' incredibili opportunita' per aiutare e responsabilizzare le persone nei decenni e secoli a venire.

Il tutto e' stato battezzato i "princìpi di Asilomar per l'Intelligenza artificiale", sulla falsariga della conferenza di Asilomar che, negli anni '70, getto' le basi per lo sviluppo responsabile delle biotecnologie.

I 23 princìpi in questione sono stati elaborati nel corso della Asilomar Conference 2017 (ecco i video delle presentazioni, su YouTube) e fra i signatari noto varie nostre vecchie conoscenze, da Ray Kurzweil e Anders Sandberg, a Stephen Hawking e Elon Musk (ma al momento non vedo il nome di Nick Bostrom, stranamente).


3 febbraio 2017

Consumi integratori alimentari? Scegli quali vuoi siano analizzati per impurita', contenuti, etc.



Segnalo un sito di particolare interesse longevista, LabDoor, che e' in pratica un'enorme pagellina per integratori (supplements).

Ognuno di essi e' stato analizzato per impurita', contenuto, etc, e qui troverete le varie categorie finora prese di mira. Mi rendo conto che molti di questi prodotti non sono disponibili in Italia, ma so che molti longevisti italiani comprano dall'estero, per cui spero il sito possa essere utile - e se qualcuno fosse a conoscenza di una simile iniziativa italiana sarei grato per la segnalazione!

Al momento il sito sta anche conducendo un sondaggio per decidere quali nuove sostanze analizzare.

1 febbraio 2017

L’Uomo come singolarità evolutiva e fenomeno planetario


Segnalo la traduzione di alcuni passi tratti da “Il Fenomeno Umano” di Pierre Theilhard de Chardin, su HomoPlus: L’Uomo come singolarità evolutiva e fenomeno planetario

Che posto occupa l’Uomo nel mondo della Natura? Pierre Teilhard de Chardin, scienziato e gesuita, inquadra il “fenomeno umano” in una linea evolutiva che va dalla “previta” alla “supervita” evidenziandone la dirompente portata planetaria e cosmica fino a prevedere un punto futuro di convergenza universale delle coscienze umane.

Leggi tutto, su HomoPlus.

30 gennaio 2017

Come ottere metformina gratis e aiutare la ricerca contro il cancro e le malattie cardiovascolari


AGGIORNAMENTO: vedi nei commenti. E gia' che ci sono chiarisco che questo non e' un blog medico e quanto pubblicato e' inteso solo a scopo di informazione generale e non come consigli medici. Chiunque stesse considerando l'utilizzo di metformina, o di altre sostanze, a scopi longevisti dovrebbe farlo con il monitoraggio di un medico. Consiglio inoltre la lettura del foglio illustrativo di una marca a caso di metformina (Pdf), dato che non e' un farmaco privo di effetti collaterali.

La metformina e' uno dei vari farmaci anti-invecchiamento che da tempo tengo d'occhio, come gli aficionados del blog ben sapranno, dato che ho scritto ben 17 articoli al proposito (se avete tempo di leggerne uno solo, consiglio questo).

Il problema (uno dei problemi...) e' che un non-diabetico non potra' certo ottenerla dal proprio dottore o farmacista semplicemente spiegando che "vede, il fatto e' che io sono longevista..." per cui l'unico approccio e' il mercato grigio, con tutti i rischi che comporta.

Oggi, pero', leggo che Franco Berrino, epidemiologo dell’Istituto dei Tumori di Milano, ha promosso una ricerca che mira a provare, o meno, l’utilita' della metformina nella prevenzione di cancro, infarto e ictus riducendone del 35 per cento l’incidenza, come suggerito da vari studi (qui e qui due mie segnalazioni sull'azione chemopreventiva e qui una sull'azione cardioprotettiva).

Il problema e' che servono duemila volontari e, al gennaio scorso, ne erano stati trovati solo 700. E' una vergogna, ma presenta anche un'occasione per chi volesse trasformarsi, letteralmente, in cavia umana longevista... Ma non e' per tutti, dato che sono necessarie alcune caratteristiche (eta', giro di vita, etc), Inoltre, c'e' anche il rischio del 50% di finire nel gruppo che ricevera' placebo...

Ecco i dettagli, da un articolo de Il Giorno:

"Chiunque voglia partecipare o avere maggiori informazioni sul progetto può rivolgersi al tel. 02-23903573 o 02-23902868, dove è attiva una segreteria telefonica, oppure scrivere a mauro.cortellini@istitutotumori.mi.it o a diana@istitutotumori.mi.it. I volontari devono avere le seguenti caratteristiche: un giro vita superiore a 85 centimetri per le donne e superiore a 100 per gli uomini, età superiore a 55 anni e inferiore agli 80, non avere e non aver avuto tumori maligni, non avere il diabete né avere già in corso le relative terapie, non aver avuto infarti o ictus.

La ricerca seguirà [i volontari] per 5 anni. A un gruppo di partecipanti verranno date due dosi al giorno di Metformina e al gruppo restante due di placebo. Il progetto prevede anche un cambiamento negli stili di vita: più attività fisica e mangiare secondo la dieta Mediterranea, uno dei pilastri su cui si basa la ricerca di Berrino. Il progetto ha infatti preso il nome di «MeMeMe», dalle iniziali di Metformina, dieta Mediterranea e sindrome metabolica, che caratterizza chi è afflitto oltre che da obesità addominale anche da glicemia, trigliceridi e pressione arteriosa."

L'articolo: Test su farmaco contro il cancro. Ma mancano troppi volontari. L’Istituto dei Tumori rischia di essere battuto sul tempo dagli Usa

E gia' che parliamo di metformina, sottolineo che il recente ritiro dalle farmacie e' dovuto solamente alla non conformita' di alcuni lotti alle norme di Buona Fabbricazione del sito di produzione e non a dubbi o problemi con il farmaco in generale.

26 gennaio 2017

Perche' invecchiamo? I meccanismi molecolari dell'invecchiamento (corso gratuito on-line)


Trovato per caso in rete: un corso online gratuito (in inglese) dell'Universita' di Groeningen in Olanda, su FutureLearn.

Dal sito (traduco/riassumo liberamente):

Il come e il perche' dell'invecchiamento ci affascinano da sempre, ma e' solo da quando malattie infettive e catena alimentare sono state (parzialmente) ottimizzate che la rapida crescita delle speranze di vita ha spinto la nostra attenzione verso lo studio di invecchiamento e longevita'.
In questo corso, studierai le teorie e concetti dell'invecchiamento. Scoprirai i processi molecolari e cellulari dell'invecchiamento, i modelli animali e i metodi sperimentali utilizzati per il suo studio.
Nella prima settimana introdurremo le principali teorie e i meccanismi dell'invecchiamento, per poi procedere con una serie di lezioni di approfondimento condotte da ricercatori dell'European Research Institute for the Biology of Ageing dell'Universita' di Groningen. Scoprirai che l'invecchiamento comincia al livello della cellula e studierai i vari fenomeni che in essa si verificano, dall'instabilita' genomica, all'accorciamento dei telomeri, ai mutamenti epigenetici.

Non so se avro' il tempo di seguirlo, o se si avventuri nei territori longevisti piu' avanzati quali quelli seguiti da questo blog, ma sembra come minimo una buona introduzione al tema.

Il corso, su FutureLearn: Why Do We Age? The Molecular Mechanisms of Ageing. Why do we age? Is there a limit to human lifespan? Can we prolong our lives? Find out with this free online course.