6 luglio 2017

Come rendere accessibili le terapie anti-invecchiamento

Nel 1767, ad Amsterdam, naque la "Societa' per il salvataggio delle persone annegate". Nella citta' olandese, con i suoi mille canali, gli annegamenti non erano una rarita', ma la rianimazione cardio-polmonare era sconosciuta. La Societa' in questione introdusse una serie di trattamenti i quali, per quanto rudimentali, contribuirono a salvare 150 persone, ma non solo: dimostro' come fosse possibile quanto allora considerato impossibile, il riportare in vita persone considerate gia' morte.

Il parallelo e' innegabile. Oggi l'invecchiamento e' ancora percepito come un'immutabile legge di natura, ma un'avanguardia di individui ed organizzazioni e' convinta della possibilita' dell'impossibile: mettere la retromarcia a quel processo degenerativo meglio conosciuto come 'invecchiamento'.

Una di queste organizzazioni, e' la Life Extension Foundation (LEF), la quale si e' ispirata a tale precedente storico per battezzare un suo nuovo progetto, la Society for Rescue of Aged Persons (letteralmente, la "Societa' per il salvataggio degli anziani"). Nonostante i paralleli, non sono un fan del nome e temo che in italiano funzioni anche meno che in inglese... Chiamiamola allora RE, dato che anche loro abbreviano con Rescue Elderly (vedi logo, in alto).

La ragion d'essere di RE e' di promuovere la ricerca longevista facendo da tramite fra i ricercatori e i longevisti interessati a prendere parte in studi scientifici e/o all'auto-sperimentazione. Su questa pagina del loro sito troverete la lista degli studi ai quali e' possibile partecipare, fra i quali noto l'uso di sostanze senolitiche (quercetina e Dasatinib), rapamicina, rigenerazione del timo, cellule staminali. Il problema, per noi europei e' che ognuno di questi studi si terra' oltreoceano e, come non bastasse, e' necessario contribuire finanziariamente ai costi, in certi casi sostanzialmente. Il piu' costoso degli esperimenti e' quello riguardante la trasfusione di sangue 'giovane' (50.000 dollari), il secondo e' quello per la rigenerazione del timo (28.000), ma si noti che molti altri non richiedono alcun contributo. Ecco la lista completa degli studi:
  • Dasatinib/Quercetina
  • Infusione di NAD+
  • Rapamicina
  • Ripristino del GDF11
  • Rigenerazione del timo
  • Trasfusioni di plasma giovanile
  • Trasfusioni di plasma con cellule staminali 'mobilizzate'
  • Cellule staminali mesenchimali per malattie autoimmuni
Direi che questa iniziativa sia un altro segnale che le cose stanno decisamente cambiando. Anche solo dieci anni fa, gli interventi a disposizione di un longevista erano quelli generalmente raccomandati per la salute (dieta sana, attivita' fisica, magari un po' di meditazione/yoga/etc) e qualche approccio farmaceutico (metformina, deprenyl, aspirina, etc - cercate negli archivi, sezione Longevismo Pratico). La fase nella quale siamo ormai entrati introduce nuovi approcci farmaceutici (rapamicina, dasatinib/quercetina, NAD) e approcci biotecnologici allora inesistenti.

Il progresso medico/biotecnologico sta mettendo a nostra disposizione strumenti sempre piu' potenti e stiamo cominciando ad utilizzarli. Altri segnali di questa tendenza sono i movimenti biohackerquantified self. Non tutti pero' abbiamo le risorse o la capacita' di organizzare interventi genici anti-invecchiamento per noi stessi, alla Liz Parrish (qui una mia intervistae RE vuole appunto rendere l'accesso a queste terapie piu'... accessibile.

Sia ben chiaro che si tratta di terapie sperimentali, ma RE sostiene, e non riesco a dargli torto, che dopo i molti risultati positivi in esperimenti tesi ad allungare la speranza di vita di animali da laboratorio, e' sempre piu' difficile credere che essi non saranno replicati su esseri umani in un futuro che, pur non essendo molto lontano, potrebbe essere troppo distante per chi sia gia' in eta' avanzata.

Ray Kurzweil ha creato l'analogia dei tre ponti verso l'estensione radicale della vita (qui un approfondimento) e oggi il 'secondo ponte', quello biotecnologico, e' finalmente a portata di mano.

Aubrey de Grey ha creato l'acronimo LEV (Longevity Escape Velocity o velocita' di fuga longevista), il processo di continuo progresso in campo medico e scientifico che potrebbe permetterci di allontanarci indefinitivamente dal campo gravitazionale della nostra mortalita'.

Sospetto che chi oggi abbia vent'anni non debba far molto per potersi avvantaggiare delle terapie all'orizzonte e piu' che altro dovrebbe adottare una strategia 'negativa' cioe' tesa ad evitare stili di vita rischiosi (fumo, alcol, droghe, incidenti). Chi ne avesse sessanta, per dire, e' costretto invece ad essere piu' proattivo e ad adottare strategie inevitabilmente anche piu' 'rischiose'.

Dato che sono senza dubbio piu' vicino ai 60 che ai 20 anni di eta', potrete facilmente immaginare quale approccio prendera' questo blog....

Il sito: Rescue Elderly

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